Su Ghiaccio Sottile

PREMIO ALPINIA 2011
per il miglior libro di montagna dell'anno

Prezzo di listino:
Prezzo Sherpa online: 22,00 €
Descrizione
Titolo

Su Ghiaccio Sottile
La "Normalità" delle Imprese Straordinarie

Autore Mick Fowler
Anno Novembre 2010
Pagine 276 + 3/8 a colori
Formato 15,5 x 23,5 cm
Hard cover, rilegatura a filo refe, sovracoperta

dalla PREFAZIONE DI CHRIS BONINGTON:

... Un libro che sicuramente troverà la propria collocazione come una delle testimonianze più importanti del moderno alpinismo d’alto livello.  C.B.

 


Delle più recenti generazioni degli alpinisti inglesi, Mick Fowler è sicuramente l’alpinista di punta più stimato in tutto il mondo. Le sue grandi imprese sono oggi conosciute per comesono state realizzate. Il puro Stile Alpino di cui Mick è promotore e leader indiscusso, è stato adattato su misura al limitatissimo tempo libero che il suo lavoro è sempre stato avaro nel concedere. Molti si interrogano se Mick, nei suoi anni di attività verticale, sia stato veramente così bravo o se sia stato solo molto fortunato. I suoi successi nel corso degli anni indicano a chiare lettere che la soluzione all’enigma è da trovarsi solo nella prima ipotesi!
Quello che è oggi considerato uno dei migliori alpinisti del mondo, è stato traghettato nell’Alpinsmo di punta dall’impresa del Golden Pillar sullo Spantik, dall’ascensione all’inviolata parete Nord del Changabang (con Andy Cave), scalata che si concluse in tragedia, dall’ascensione sull’Arwa Tower e dallo Siguniang. Quest’ultima è a tutt’oggi considerata l’apice di una formidabile carriera tra roccia e ghiaccio che è ben lungi dall’essere finita! 

Una salita che gli è valsa il Piolet d’Or del 2003.

Ecco dunque l’idolo degli alpinisti-lavoratori, che conferma candidamente la possibilità di unire conquiste extraeuropee con una costante vita lavorativa.

Fowler scrive questo libro con una scrittura raffinata e semplice allo stesso tempo, che vede contenuti epici mescolati con uno humor tipicamente inglese, facendo intuire al lettore la ricerca del Normale nelle sue straordinarie imprese alpinistiche.

Imprese memorabili, ottima scrittura e humor: ingredienti che fanno di questo libro uno dei pochi testi di montagna esistenti che il lettore, al termine di ogni capitolo, si troverà in dubbio se continare fino alla fine, o ricominciare a rileggerlo da subito. 

 

Mick Fowler è nato nel 1956 a Londra. La vita lavorativa di Fowler, che lui stesso definisce “da scrivania” (e terribilmente noiosa) minimizzando la cosa con la semplice qualifica dell’Agente delle Tasse, in realtà lo vede a capo di uno dei gruppi responsabili di valutare il valore azionario di Compagnie non quotate in borsa. 

Sposato con Nicki, archeologa e anch’essa amante dei luoghi più selvaggi del pianeta, hanno oggi due figli: Alec e Tess. 

La carriera alpinistica di Fowler è folgorante. Non abbandonando mai la sua postazione da scrivania, è comunque riuscito ad effettuare spedizioni in tutto il mondo, portando al suo attivo ascensioni epiche che sarebbero motivo d’invidia anche per gli alpinisti di punta normali

Partendo da una lunga stagione (durata tutta la sua adolescenza) di conquiste sulle pareti invernali della Scozia e di salite estive sulle scogliere e le falesie di arenaria della sua isola, nel 1976 Fowler si getta con la gioia di un ragazzino nelle ripetizioni delle vie più classiche delle Alpi (le Nord del Cervino e dell’Eiger) e nelle sue amate ascensioni su ghiaccio del Monte Bianco.

Promotore indiscusso dello Stile Alpino e la sua avversione all’uso degli spit, Mick è anche colui che è riuscito a portare questo stile nell’Himalaya sconosciuto. La sua caratteristica, infatti, è il rivolgersi sempre in aree poco esplorate o anche sconosciute agli occidentali, ricavandone sempre vie di grande successo e su difficoltà molto alte. La sua predilezione per l’arrampicata su ghiaccio lo ha portato in Perù nel 1982, dove è riuscito a salire una via nuova sulla parete Sud del Taulliraju in sole due settimane (voli da Londra compresi!); nel 1983 il Couloir Ovest del Kilimanjaro, nel 1986 la parete Ovest del Mt. Ushba, in Caucaso.

Poi, il colpaccio: in Pakistan scova assieme all’amico Saunders un pilastro alto duemila metri, e vi traccia una delle vie di ghiaccio e misto più difficli dell’intero Himalaya, il Golden Pillar dello Spantik. L’ascensione che vale una carriera, come molti direbbero. 

Ma per lui fu solo l’inizio...

Dal 1989 è un susseguirsi d’imprese di ampio respiro, sempre in luoghi sconosciuti e su vette perfino inviolate. E’ il turno quindi dell’Arwa Tower (Nepal), del Taweche (Perù), del Siula Chico (Perù), del Mt. Kennedy (Alaska). Nel 1997 compie la prima ascensione all’inviolata parete Nord del Changabang (Himalaya Indiano), lungo una linea di bave di ghiaccio sottile, realizzando una delle più grandi ascensioni degli ultimi dieci anni. Nella discesa, la tragedia: Brendan Murphy scompare in seguito a una grossa valanga che lo strappa dalla parete. 

Nel 2002 scova nella regione del Sichuan, in Cina, uno dei couloir più alti e affascinanti della Terra. Con Ramsden compie la sua ascensione della vita: la parete Nord dello Siguniang. Quella colata di ghiaccio, non-stop per oltre 1000 metri, conferisce a Fowler e a Ramsden il Golden Piton 2002 ed il Piolet d’Or per l’edizione del 2003.

 

Fowler è oggi considerato uno dei più forti alpinisti al mondo.

 

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