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Concatenamenti in Grigna

 

SCHIZZI e RELAZIONI  di 7 Concatenamenti  di Vie Alpinistiche  della Grigna Meridionale (Grignetta)

GRUPPO del CECILIA

CONCATENAMENTO  1

Accesso

Oltrepassato il piazzale dei Piani Resinelli si prende la strada che sale a destra appena prima della chiesetta, svoltando a sinistra al primo bivio per scendere all'ex rifugio Alippi, a monte del quale si dirama una strada sterrata a destra che porta all'inizio de Sentiero delle Foppe (n° 9).

Parcheggiare negli spazi e seguire il sentiero per il Rifugio Rosalba con belle vedute sulla Val Tesa, la Torre Costanza ed il Gruppo del Pertusio.

Dopo circa 50 minuti si passa sotto il Torrione del Pertusio:

per la VIA RENATA (concatenamento 2) si abbandona il sentiero e si risale brevemente un canale ghiaioso sul fianco sinistra dell'avancorpo della parete Sud, fin sotto un diedro.

Per gli altri itinerari proseguire verso la Rosalba e, prima di giungere al Rifugio, all'altezza del punto più basso del Cinquantenario, portarsi a destra fino al canale sotto il versante Nord Ovest della Cecilia.

Attraversarlo su sfasciumi fino alla base della parete Sud del Cinquantenario;

la VIA GANDIN inizia sopra il saltino roccioso a destra.

Per UNICEF risalire il canale, poi seguire per pochi metri una rampa verso destra. Proseguendo nel canale, si incontrano dei massi sotto un caminetto con bolli rossi dove inizia la VIA NORMALE AL CINQUANTENARIO.

Ore 1,30-1,45

Percorso                    Esposizione           Sviluppo      Difficoltà max:

1a  VIA  GANDIN               Sud                                120 m. 5L             7+(5+/A1)

1b  VIA  FANNY                Ovest                              120 m. 4L               4+

1c  FESSURA OVEST   Ovest                                60 m. 2L                5

Sviluppo totale: 300 m. 11 L. Difficoltà 7+ (5+ obbl.). TD.

Raccordi:brevi tratti a piedi su roccette, più corde doppie.

Materiale: normale dotazione, 2 corde 50m.

1a.  VIA GANDIN.

Dopo qualche metro su rocce inclinate si supera un diedro, per poi salire a destra di un canalino.

S1, 40m. A destra a un muretto (7+ o A1 ), continuando su buchi e tacche e poi su lama rovescia (7 o A0) fino all'uscita strapiombante.  S2, 20m. Diritti su muro articolato.

S3, 15m. A sinistra ad un diedro che si sale per qualche metro, quindi a destra traversando poi orizzontalmente con movimenti eleganti in piena esposizione.

S4 20m. Salire diritti, poi obliquare a destra ad uno strapiombo atletico (7- o A1), oltre il quale ci si sposta a sinistra raggiungendo la cima.

S5, 25m. Questa è l'uscita originale, con piccola variante, disertata per molti anni a causa della precarietà delle protezioni.

Raccordo: dalla vetta doppia di 25m verso il Cecilia fino ad un grande terrazzo.

Da qui si traversa a sinistra sul versante del Rifugio (procedere assicurati!) ad un'altra calata da 40m che supera uno strapiombo e deposita in un canale ghiaioso.

Salire facilmente verso sinistra fino ad un canalino che poi si divide in due fessure a "V".

1b.  VIA FANNY.

Salire il canalino. S1, 30m.

Qualche metro nella diramazione di destra, uscire a destra e proseguire sullo spigolo esterno della fessura.

S2, 35m. Spostarsi a sinistra e seguire un diedro (roccia delicata).

S3, 25m. Raggiungere gli strapiombi che si evitano lungo un caminetto, arrivando sui pendii sommitali.

S4 in vetta, 30m.

Raccordo: dalla catena presso la vetta una doppia da 40m o due da 20m alla forcella tra Torre Cecilia e Torre Rosalba. Scendere nel canale con passaggi rocciosi, raggiungendo in 5 minuti la base del Campaniletto del Rifugio.

1c.  FESSURA OVEST.

Salire in placca verso sinistra alla spaccatura centrale che si segue per qualche metro. S1, 30m.

Proseguire nella fessura, superare sulla destra una strozzatura e proseguire più facilmente. S2, 20m.

Discesa: 2 calate da 25m lungo la via.

CONCATENAMENTO   2      2a 2b 2c 2d

2a  VIA RENATA al TORRIONE DEL PERTUSIO Sergio Panzeri, Giacomo Stefani 1972.

2b  VIA U.N.I.C.E.F. al CINQUANTENARIO Ivo Mozzanica, Andrea Redaelli,Giuseppe Orlandi (Calumer) 1979.

2c  VIA POM D'ANOUK alla TORRE CECILIA Marco Corti (Mela), Anouk Tanchis,Daniele Bariffi 12 luglio 1998.

2d  VIA FRANCO DOLZINI alla PIRAMIDE CASATI Antonio Peccati (Briciola),Sergio Piazza ottobre 1977.

Lunga combinazione di itinerari molto interessanti, su roccia quasi sempre ottima e difficoltà sostenute; protezioni abbastanza distanti su POM D'ANOUK.

Calcolare circa 9 ore compreso il rientro al parcheggio.

Percorso                                 Esposizione          Sviluppo       Difficoltà max:

2a  VIA RENATA                               Sud                                130 m. 4L           7- (5+/A0)

2b  VIA U.N.I.C.E.F.                          Ovest                             120 m. 4L           6+ (5/A0)

2c  VIA  POM D'ANOUK                  Ovest                             110 m. 3L           6

2d  VIA  FRANCO DOLZINI             Nord Ovest                   140 m. 5L            7- (5+/A0)

Sviluppo totale: 500 m. 16 L.  Difficoltà 7- (5+ obbl.). TD sup.

Raccordi:collegamenti su sentieri, brevi tratti su roccette, più corde doppie.

Materiale: dadi e friend piccoli e medi, 2 corde 50m.

2a.  VIA  RENATA.

Salire il diedro.S1, 20m.

Superare una fessura ed il diedro successivo, poi salire fino ad una evidente spaccatura.

S2, 30m. Seguirla interamente, uscendo a destra negli ultimi metri.

S3, 40 m. Dopo una sottile fessura a sinistra si supera una placca tecnica (7- o A0); proseguire quindi fino ai diedrini terminali che portano alla S4, 40m.

Risalire una facile rampa (procedere assicurati!) fino in vetta.

Raccordo: abbassarsi lungo il crinale sommitale fino ad un caratteristico arco naturale; da qui scendere il facile canale sulla destra, poi per una traccia nei prati si riprende il Sentiero delle Foppe.

Salire ora verso il Rifugio Rosalba come in 'Accesso* raggiungendo il Cinquantenario.

Ore 0,30.

2b.   VIA   U.N.I.C.E.F.

Superare lo strapiombino a sinistra di un caminetto. S1 a destra presso la targa U.N.I.C.E.F., 20m.

Spostarsi a destra e salire oltrepassando due nicchie con passi faticosi. S2, 30m.

Verso sinistra lungo una rampa, poi superare un muretto ed uno stretto camino; incrociata la fessura obliqua proseguire a destra su una rampa. S3, 45m.

Verso destra per salire un muro tecnico (roccia a tratti delicata). S4 in cima, 25m.

Raccordo: come per il concatenamento 1 scendere con due doppie ad un canale ghiaioso, poi salire facilmente verso sinistra oltrepassando il canalino della Fanny al Cecilia.

La via inizia a destra di una rientranza.

2c.  POM D'ANOUK.

Raggiungere una fessura e seguirla fino ad un terrazzino. S1, 30m.

Spostarsi a sinistra e salire ad un diedro, da cui si esce a sinistra per proseguire diritti. S2, 40m.

Diritti alla cresta sommitale. S3, 45m.

Raccordo: come per il concatenamento 1 scendere in doppia dalla NORMALE e raggiungere il rifugio Rosalba, da cui si segue il Sentiero Cecilia (n° 10) fino al Colle Garibaldi.

Ancora un breve tratto sul n° 10, poi, prima di svoltare a Nord in Val Scarettone, traversare un corto pendio erboso a destra e risalire un canale con cavo d'acciaio.

Spostarsi quindi a destra su cengie con corde fisse, abbassarsi ad un piccolo ghiaione e, aggirando uno sperone roccioso, si raggiunge la parete Nord Ovest della Piramide Casati.

La VIA FRANCO DOLZINI inizia nel canale a sinistra tra Torre Vitali e Casati, che si risale per 10m fino ad una lama leggermente strapiombante.

Ore 0,20 dal Rifugio Rosalba.

2d.  VIA FRANCO DOLZINI.

Superata la lama traversare a destra per salire una fessura ed il diedro a destra, congiungendosi alla FESSURA GASPAROTTO. S1, 40m.

Salire la parete appigliata sulla sinistra, poi un canalino ancora a sinistra. S2, 20m.

Fessura a sinistra, aggirare a sinistra un tetto (7- o A0) ed uscire con difficile passaggio in un canalino che si segue per qualche mt. S3, 25m.

Spostarsi a sinistra, quindi diritti su roccia lavorata superando uno strapiombo e una nicchia. S4, 20m.

Dalla cima del pilastro, scendere qualche mt alla S4 bis e superare una placca incisa da una fessura obliqua. S5, 25m.

È questa la VARIANTE MOLTENI di Mario Molteni, Giuseppe Valsecchi, Mario Camporini, 18.10.1936.

Discesa, non banale, lungo la via Normale: dalla cima dirigersi a sinistra (Nord Est) e scendere in un canalino ghiaioso; seguire quindi una cengia a sinistra (faccia a valle) fino ad una forcella.

Da qui a destra oltrepassando uno spigolo, infine scendere più facilmente verso sinistra alla Forcella Casati, posta tra Piramide Casati e Civetta.

Per il pendio detritico sottostante, si riprende il sentiero Cecilia (n° 10) nel tratto della Val Scarettone (ATTENZIONE: possibile presenza di ghiaccio in primavera ed autunno); seguendolo verso sinistra si raggiunge il Colle Garibaldi e quindi il Rifugio Rosalba.

CONCATENAMENTO  3      3a 3b 3c

3a VIA NORMALE al CINQUANTENARIO Arturo Andreoletti, Umberto Fanton 30 aprile 1911.

3b SPIGOLO MARIMONTI alla TORRE CECILIA Pompeo Marimonti, Dauro Contini, Antonio Polvara 21 novembre 1915.

3c SPIGOLO DELLA CROCETTA alla TORRE CECILIA Arturo Andreoletti, Carlo Prochownick, Serafino Alfieri 14 novembre 1909.

Una magnifica sequenza molto divertente e su roccia ottima, che richiede comunque una buona esperienza nelle manovre di corda..

Percorso                                          Esposizione               Sviluppo          Difficoltà max:

3a  NORM. CINQUANTENARIO                Nord e Nord-Est                  120 m. 5L                      4

3b  SPIGOLO MARIMONTI                        Sud-Ovest                            100 m. 3L                      4+

3c  SPIGOLO D. CROCETTA                   Nord - Ovest                          60 m. 3L                         4-

Sviluppo totale: 280 m. 11 L. Difficoltà 4+. AD sup.

Raccordi:brevi tratti su roccette, più corde doppie. Materiale: normale dotazione, 2 corde 50m.

3a. VIA NORMALE al CINQUANTENARIO.

Salire il caminetto, uscire a destra e superare dei risalti. S1,10m.

Obliquare a destra (bolli rossi) ad un canale ghiaioso che si risale brevemente fin sotto una placca. S2, 40m.

Superarla e seguire una rampa obliqua a destra. S3, 30m.

Facilmente a destra ad un grande terrazzo sostando contro il Cinquantenario. S4, 15m.

Superare a sinistra il saltino soprastante; un'ultima parete porta in cima. S5, 30m.

Raccordo: dalla vetta doppia di 25m verso il Cecilia fino al terrazzo ghiaioso.

3b.  SPIGOLO  MARIMONTI.

Seguire la crestina verso il Cecilia fino ad una forcella. S1, 30m.

Superare la faticosa lama soprastante uscendo a sinistra, poi salire quasi diritti. S2, 35m.

Proseguire verso destra e poi dritti su roccia articolata. S3, 35m.

Raccordo: superare facili gradoni (restare assicurati!) fino ai pendii sommitali, dove si seguono facili tracce verso sinistra fino ad un punto di calata:

da qui una doppia da 40m o due da 20m alla forcella tra Torre Cecilia e Torre Rosalba.

Scendere brevemente nel canale e, presso un bollo rosso, si segue una cengia sulla parete del Cecilia fino ad una sosta.

3c. SPIGOLO DELLA CROCETTA.

Superare uno strapiombo e la placca successiva fino ad un pulpito sullo spigolo. S1, 30m.

Da qui salire per pareti alla cresta sommitale. S2 e S3, 30m.

Discesa: traversare brevemente al punto di calata: da qui una o due doppie, poi scendere nel canale raggiungendo il Rifugio Rosalba.

PIRAMIDE CASATI - TORRIONE CLERICI - CRESTA SEGANTINI

Accesso

1)  Come per il gruppo del Cecilia salire al rifugio Rosalba lungo il sentiero delle Foppe (n° 9), poi proseguire sul sentiero Cecilia

(n° 10) fino al Colle Garibaldi.

Da qui si scende per il sentiero Giorgio (n°8A) che passa proprio sotto lo spigolo Sud Ovest della Casati: poco a sinistra dello spigolo salire per canalini e rocce fino alla sella sulla destra dove ha inizio lo SPIGOLO DI VALLEPIANA.

Ore 2.

2)  Oltrepassato il piazzale dei Piani Resinelli si prende la strada che sale a destra appena prima della chiesetta, continuando diritti al primo bivio.

Dopo alcuni tornanti si giunge ad un' altro bivio con stanga; da qui a destra e poi a sinistra fino ad uno spiazzo sterrato. Proseguire a piedi lungo il sentiero della Direttissima (n° 8), che obliqua a sinistra con una serie di tornanti e supera una zona di gradoni rocciosi con catene.

Salite le scale del Caminetto Pagani si procede con saliscendi su terreno esposto (catene) oltrepassando il canalone dei Piccioni e raggiungendo il canalone di Val Tesa o canale dell' Angelina.

Poco oltre si scende a sinistra lungo il sentiero Giorgio (n° 8A), che traversa una serie di canali e riprende a salire verso il Colle Garibaldi, toccando lo spigolo della Casati.

Ore 2.

CONCATENAMENTO  4   4a 4b 4c

4a SPIGOLO VALLEPIANA alla PIRAMIDE CASATI: Giovanni Gandin, Conte Ugo di Vallepiana 1 ottobre 1933.

4b SPIGOLO BOGA al TORRIONE CLERICI: Mario Dell'Oro (Boga), Cesare Ferrano, Giovanni Giudici 15 luglio 1934.

4c VIA ZUCCHI al PILONE CENTRALE DELLA CRESTA SEGANTINI: Corrado Zucchi, Armando Canova 20 ottobre 1963.

È un giro un po' particolare, su roccia da buona ad ottima con tratti delicati, il cui lungo sviluppo richiede ottimo allenamento: calcolare almeno 10 ore in totale; consigliabile pernottare al rifugio Rosalba.

Da evitare in primavera - autunno per la possibile presenza di neve e ghiaccio sulla cresta Segantini ed alcuni tratti del sentiero Cecilia.

Percorso                                      Esposizione        Sviluppo       Difficoltà max:

4a  SPIGOLO  VALLEPIANA                  Sud Ovest                 200 m. 6L                 4+

4b  SPIGOLO BOGA                               Sud Ovest                 150 m. 5L                  5

4c  VIA ZUCCHI                                       Sud                            200 m. 5L                  4+

Sviluppo totale: 550 m. 16 L. Difficoltà 5. TD.

Raccordi: lunghi tratti a piedi e circa 300m di cresta. Materiale: dadi e friend piccoli e medi, 2 corde 50m.

4a. SPIGOLO VALLEPIANA.

Superare una fessura e delle pareti articolate con un po' d'erba. S1, 35m.

Aggirare a destra alcuni strapiombini (roccia delicata!), superare una bella placca, poi seguire a sinistra una stretta cornice spiovente fino al Camino Porro, che si risale per qualche mt. S2, 30m.

Per il camino con masso incastrato fino ad una cengia. S3, 40m.

Seguire lo spigolo esterno di una evidente spaccatura. S4, 40m.

Dopo una parete con fessura si segue la cresta fino in vetta. S5/S6, 60m.

Raccordo: scendere per la via Normale (vedi concatenamento 2) fino al sentiero Cecilia (n° 10) che si segue a destra raggiunger

do il Colle Valsecchi.

Da qui scendere per circa 100m lungo la Direttissima (n° 8), quindi rimontare un canalino a gradoni sulla sinistra fino ad una fessura strapiombante appena a destra dello spigolo del Torrione Clerici (50m, 2).

Ore 0.45.

4b. SPIGOLO BOGA.

Salire la fessura, spesso bagnata, e il successivo canale obliquo a sinistra. S1, 20m.

Superare la placca soprastante, portandosi verso destra per risalire un diedro. S2, 25m.

Seguire un elegante diedro-camino con strozzatura. S3, 35m.

Per la cresta di sinistra fin sotto un canalino. S4, 30m.

Salirlo e proseguire in cresta (tratti instabili) fino in vetta. S5, 40m.

Raccordo: abbassarsi su facili rocce erbose seguendo delle tracce sul versante Est, raggiungendo dopo circa 30 mt di dislivello la Forcella Clerici dove si incrocia il sentiero Cecilia (n°10).

Percorrerlo a destra oltrepassando la testata del 'Canale dell' Angelina', e proseguire (qualche catena) fin sopra una netta discesa. A questo punto si abbandona il sentiero per risalire un facile sperone fino alla sosta di partenza sotto lo spigolo del Pilone. 20 min.

4c. VIA ZUCCHI.

Superare un breve strapiombo, aggirarne a sinistra un altro e salire un canalino. S1, 45m.

Oltrepassare lo spigolo a destra e raggiungere un diedro, da risalire evitando a sinistra il tetto che lo chiude. S2, 40m.

Superata una fessura si traversa a sinistra allo spigolo che porta alla S3, 35m.

Ancora per la cresta fino ad una cengia. S4, 35m.

Salire la placca bianca, spostandosi poi sulla crestina di destra che porta ad una cengia; per essa uscire a destra. S5, 40m.

Parte finale della CRESTA SEGANTINI, circa 200mt di sviluppo, ore 0,30.

Dalla S5 raggiungere la cima del Pilone Centrale per la cresta di destra, raccordandosi con la Segantini alla sella sopra il canalone della Lingua.

Seguire la facile cresta per poi abbassarsi (2) alla forcella della 'Ghiacciaia'.

Da qui si può scendere a destra prendendo l'ultimo tratto della Cresta Cermenati (n° 7) che porta brevemente in vetta.

Oppure, salire la parete di fronte con scritta 'difficile' (15m, 3), quindi proseguire in piano fino alla vetta.

Discesa:

a) scendere lungo la Cresta Cermenati (n° 7), poi a destra per il sentiero Cecilia (n° 10) fino al Colle Valsecchi da cui, sempre lungo il n° 10, si raggiunge il rifugio Rosalba. Scendere infine per il sentiero delle Foppe (n° 9).

b) Seguire tutta la Cresta Cermenati (n° 7), tagliando in ultimo a destra tornando al parcheggio dell' Accesso 'b'.

GRUPPO del FUNGO

Accesso

Come per l'Accesso al concatenamento 4, si segue il sentiero della Direttissima (n° 8) fino al Canalone dei Piccioni in vista della parete Est della Torre.

Attraversare il Canale salendo alla sella sulla sponda opposta, dove si abbandona il sentiero per scendere a sinistra lungo ripide tracce raggiungendo la base del Campaniletto.

Ore 1.

Estrema attenzione lungo tutto l'avvicinamento, soprattutto in primavera in presenza di neve residua.

CONCATENAMENTO  5    5a 5b 5c

5a  DIRETTISSIMA CONDOR al CAMPANILETTO: Don Agostino Butturini, Ambrogio e Sergio Bonfanti 8 settembre 1975.

5b  VIA CORTI alla TORRE: Lucio Lucini, Ennio Fontana, Giovanni Prina 17 luglio 1927; il primo tiro costituisce una variante di Augusto Corti e Gian Battista Riva, 1933.

5c S PIGOLO DEL FUNGO: Mario Dell'Oro (Boga), Mary Varale, Giuseppe Comi 20 agosto 1932. 5d VIA DEGLI ACCADEMICI alla LANCIA: Vitale Bramani, Italo Fasanotti, Giovanni Cereghini 19 ottobre 1924.

È il classico 'Giro del Fungo' che collega le principali guglie del Gruppo.

Le arrampicate si svolgono sempre nella massima esposizione, e la complessità del terreno richiede ottima esperienza e grande prudenza.

Percorso                                        Esposizione              Sviluppo      Difficoltà max:

5a  DIR. CONDOR                                      Nord                                   70 m. 2L                7- (5/A0)

5b  VIA CORTI                                             Est                                     70 m. 2L                 5

5c  SPIGOLO DEL FUNGO                      Sud                                    110 m. 3L               7 (5/A0)

5d  VIA DEGLI ACCADEMICI                  Sud Ovest                         55 m. 2L                 4+

Sviluppo totale: 300 m. 9 L. Difficoltà 7 (5 obbl.). D sup.

Raccordi:brevi tratti a piedi ed in facile arrampicata, più corde doppie non semplici. Materiale: normale dotazione, 2 corde 50m.

5a.  DIRETTISSIMA CONDOR.

Risalto verticale con fessura fino alla prima catena della VIA NORMALE, da cui si supera un muretto a lame sulla destra ed il successivo diedro obliquo. S1, 30m.

Salire un muretto faticoso (due chiodi in comune con la VIA MOLTENI, 7- o AO), poi a sinistra su strapiombino aggirando lo spigolo, che si segue restando sulla sinistra su roccia bianca. S2, 40m.

Raccordo: dalla cima doppia da 40m (possibili 3 brevi calate sulla NORMALE), quindi si scende (attenzione!) aggirando il Campaniletto fino alla base dello spigolo della Torre, 15 mt sotto la Forcella Torre-Campaniletto.

5b.  VIA CORTI ALLA TORRE.

Pochi metri sullo spigolo, poi aggirarlo a sinistra e raggiungere un diedro che porta alla S1, 30m.

Seguire la fessura sulla sinistra. S2, 40m.

Per abbandonare il  'giro' ci si può calare lungo la VIA NORMALE con una doppia da 40m(o 2 X25m) dalla catena che guarda la Lancia, fino ad una cengia alla base del camino tra Torre e Lancia, da cui si traversa brevemente (esposto: attenzione !) alla Forcella Torre-Campaniletto.

Raccordo: dalla cima dirigersi a sinistra (Sud) fino ad un punto di calata, da cui si effettuano quattro doppie da 25m raggiungendo la sosta di partenza dello Spigolo del Fungo: attenzione a non muovere sassi.

5c. SPIGOLO DEL FUNGO.

Placca tecnica e strapiombo con fessura (6+ o AO). S1, 30m.

Breve placca verticale incisa da una fessura (7 o AO), poi più facile presso lo spigolo su rocce articolate; spostarsi quindi a sinistra e proseguire ad una cornice. (Invece di spostarsi a sinistra, si può procedere direttamente). S2, 45m.

Aggirare a destra lo spigolo in massima esposizione e salire su magnifica roccia lavorata. S3, 40m.

Raccordo: breve doppia espostissima, nel vuoto, verso la Lancia fino ad un terrazzo.

Scendere lungo la VIA NORMALE (2°/3°, oppure doppia da 20m) raggiungendo la Forcella Fungo-Lancia.

5d.  VIA DEGLI ACCADEMICI.

Seguire la crestina della Lancia fino ad un terrazzo. S1, 35m.

Superare la bella placca con lame a sinistra dello spigolo, fino ad una breve crestina che porta alla catena sotto la cuspide, di fronte alla Torre. S2, 20m.

Discesa: una doppia da 50m (o 2 X 25m) fino ad una cengia alla base del camino tra Torre e Lancia, da cui si traversa brevemente (esposto: attenzione!) alla Forcella Torre-Campaniletto.

GRUPPO  dei  MAGNAGHI

Accesso

Dal parcheggio all' inizio della Direttissima (vedi Fungo) si segue il sentiero per pochi minuti fino ad una traccia che obliqua a destra incrociando il sentiero proveniente dal Rif. Porta.

Seguire la Cresta Cermenati (n° 7) e poi il Traverso dei Magnaghi (n° 3) che taglia in orizzontale a destra su un costone erboso.

Giunti in vista dei Magnaghi il sentiero oltrepassa ripidi canali ghiaiosi con tratti su roccette (attenzione), fino ad un ripiano con massi nel Canalone Porta.

Per le vie sul versante Ovest (concatenamento. 6) dal ripiano si risale il Canalone lungo una traccia con bolli rossi fino alla partenza di GASOMANIA al Sigaro, in corrispondenza di una fessura rettilinea.

Ore 1,30

Per le vie del versante Est (concatenamento. 7) si risale la sponda opposta del Canalone Porta fino alla Bocchetta dei Prati. Procedere quindi lungo una traccia sul versante orientale, a poca distanza dalle pareti, fino a dei gradoni sulla sinistra che si risalgono raggiungendo una forcella, da cui si scende a sinistra in un canalino fino ad una sosta su un pulpito.

Inizio della NORMALE AL SIGARO e dell' ALBERTINI al Primo Magnaghi.

Ore 1,45.

È anche possibile salire dal Canalone Porta lungo due tiri riattrezzati, partendo dalla base del Sigaro.

CONCATENAMENTO  6     6a 6b 6c

6a  VIA GASOMANIA al SIGARO DONES: Marino Marzorati, Ezio Tanzi, Davide Corbetta 15 agosto 1982.

6b  VIA PANZERI al PRIMO MAGNAGHI: Vittorio Panzeri, Mario Galbusera, Andrea Invernizzi agosto 1935..

6c  VIA BUTTA al SECONDO MAGNAGHI: Gentile Butta, Eugenio Stella 4 ottobre 1944.

È una sequenza di itinerari tecnicamente impegnativi, che riserva un' arrampicata molto varia per placche, diedri e fessure su roccia quasi sempre ottima.

Percorso                                   Esposizione            Sviluppo         Difficoltà max:

6a  VIA GASOMANIA                            Sud Ovest                      120 m. 4L             7/7+ (6-/A0)

6b  VIA PANZERI                                   Ovest                              130 m. 5L             7+(5/A0)

6c  VIA BUTTA                                      Sud Est                           160 m. 6L             6+ (5+/A0)

Sviluppo totale: 410 m. 15 L. Difficoltà 7+ (6- obbl.). TD sup.

Raccordi: facili tratti in arrampicata ed alcune doppie. Materiale: dadi e friend piccoli e medi, 2 corde 50m.

6a.  GASOMANIA.

Seguire la faticosa fessura (6- obbligato) ed il camino successivo. S1, 40m.

Muretto e vago diedro sulla destra. S2, 25m.

Placca a buchi e tacche, poi diedro strapiombante a sinistra (7/7+ o A1 ); tiro sostenuto. S3, 20m.

Salire per muretti articolati. S4, 30m.

Raccordo: Scendere qualche metro verso il Primo Magnaghi (procedere assicurati) fino ad un punto di calata sopra un canalino; con una doppia da 40m nel vuoto si giunge ad un ripiano poco sotto la Forcella del Sigaro, da cui una seconda calata da 25m deposita nel corridoio formato da una scaglia addossata al Sigaro, dove inizia la via successiva (possibile discesa con tre doppie da 25 m lungo la RIZIERI).

6b. VIA PANZERI.

Salire una serie di spaccature ed un vago diedro molto tecnico. S1, 30m.

Superare uno strapiombo atletico, pochi metri sopra traversare a sinistra con movimenti poco intuibili (7+ o AO). S2, 20m.

Salire verso destra ad uno stretto diedro, quindi superare la faticosa spaccatura del tetto (7 o AO) e poi seguire una rampa più facile

fino alla cengia. S3, 35m.

Spostarsi a destra e salire la splendida placca soprastante su roccia molto lavorata. S4/S5, 45m (dalla S5 possibile discesa con due doppie da 50m).

Seguire la cresta Sud per circa 70m (2°, sosta intermedia) raggiungendo la vetta.

Raccordo: scendere brevemente a destra (restando assicurati) sul versante Est per facili gradoni fino ad un canalino, che porta all'ultima sosta della VIA NORMALE al PRIMO MAGNAGHI.

Da qui in corda doppia si giunge alla base. Spostarsi a destra fin sotto la direttiva di un camino.

6c. VIA BUTTA.

Salire i primi due tiri della VIA GANDIN. S2, 50m.

Spostarsi a sinistra e traversare 10 mt, per poi alzarsi ad una piccola nicchia. S3, 15m.

Superare il muretto soprastante immettendosi in un camino-diedro che si sale con elegante arrampicata. S4, 30m.

Seguire una spaccatura fino alla S5, 35m.

Ancora per il camino, poi più facilmente ad un resinato di sosta, a cui si congiunge anche la GANDIN. S6, 30m.

Pochi metri e si è in vetta.

Discesa: scendere la cresta verso il Terzo Magnaghi e poi il ripido canalino sulla sinistra.

Quindi, lungo i cavi, si raggiunge la Forcella del G.L.A.S.G. (Gruppo Lombardo Alpinisti Senza Guide).

Per tutto il percorso procedere assicurati anche nei tratti facili; prestare inoltre la massima attenzione ai sassi.

Dalla Forcella scendere a sinistra nel Canalone Porta, con tratti di facile arrampicata su placche inclinate (qualche bollo rosso), tornando alla base del Sigaro.

CONCATENAMENTO  7    7a 7b 7c 7d

7a  VIA NORMALE al SIGARO: Eugenio Fasana, Erminio Dones, Angelo Vassalli 8 agosto 1915.

7b  CANALINO ALBERTINI al PRIMO MAGNAGHI Eugenio Fasana, Abele Meazza, Armando Venturoli, Attilio Del Vecchio 17 maggio 1914.

7c  VIA GANDIN al SECONDO MAGNAGHI: Giovanni Gandin, Renzo Galbiati, Eros Bonaiti 6 settembre 1931.

7d  VIA LECCO al TERZO MAGNAGHI:Vittorio Panzeri, Andrea Cattaneo, Mario Galbusera luglio 1934.

Un viaggio nella Storia della Grignetta attraverso itinerari dalle difficoltà contenute, comunque affatto banali, su roccia eccezionale.

Non sottovalutare l' impegno richiesto dai tratti di raccordo.

Itinerario

7a N. SIGARO

7b ALBERTINI

7c VIA GANDIN

7d VIA LECCO

Esposizione

Sud Est-Sud Ovest

Sud

Sud Est

Sud

Sviluppo

90/110 m. 4/5L

140 m. 4L

160 m. 5L

140 m. 4L

Diff. max:

5

4+

5+ (5-/A0)

4+

Sviluppo totale: 530/550 m. 17/18 L. Difficoltà 5+ (5- obbl.). D sup. Raccordi: facili tratti in arrampicata ed alcune doppie. Materiale: normale dotazione, 2 corde 50m.

7a. VIA NORMALE al SIGARO.

Partendo dalla base del Sigaro, salire due tiri lungo un canalino stando sulla sponda destra. S1 /S2, 45m.

Provenendo dalla forcellina sul versante Est, dalla SO salire qualche mt (SPIGOLO DORN) poi obliquare a sinistra; 20 m.

Salire il camino tra Sigaro e Magnaghi; dopo circa 10m passare sul Sigaro e proseguire quasi diritti ad un pulpito. S3, 20m.

VARIANTE BOGA (Mario Dell'Oro): salire a sinistra in piena parete su roccia lavorata fino alla S4, 20m.

Superato uno strapiombino a sinistra si raggiunge più facilmente la vetta. S5, 30m.

Raccordo: 3 calate lungo la via di salita, fino alla sosta da cui si diparte l'ALBERTINI (raggiungibile con un tiro da 20m partendo in comune con lo SPIGOLO DORN).

7b. CANALINO ALBERTINI.

Dopo due lunghezze divertenti nel canalino, S1/S2, 70m, superare un camino stretto e faticoso ed il seguente diedro obliquo sinistra. S3, 30m.

A destra lungo una rampa fino a un' intaglio. S4, 40m.

Seguire la cresta Sud per circa 70m (2°, sosta intermedia) raggiungendo la vetta.

Raccordo: vedi il secondo raccordo precedente.

7c. VIA GANDIN.

Salire una placca fino ad un ripiano erboso. S1, 15m.

Seguire il camino soprastante. S2, 30m.

Superare una placca e lo strapiombino che la chiude, entrando in un canalino. S3, 35m.

Per il canale fino ad una sella a destra di uno strapiombo; poche protezioni. S4, 35m.

Superare un piccolo anfiteatro fino alla cresta. S5, 40m.

Pochi metri e si è in vetta.

Raccordo: come per la discesa del concatenamento precedente raggiunge la Forcella del G.L.A.S.G.

7d.  VIA LECCO.

Dalla Forcella salire diritti; ad un chiodo traversare a sinistra, alzarsi qualche metro e traversare nuovamente a sinistra. S1, 35m. Aggirare lo spigolo a sinistra e salire in placca ricongiungendosi con l'originale che supera verso destra una placca a tacche, purtroppo unte. S2 30m.

Superare uno strapiombino articolato e proseguire più facilmente. S3, 35m.

Per cresta alla vetta. S4, 40m.

La via originale dalla Forcella obliqua quasi orizzontalmente a sinistra.  S1, 30m.

Poi salire verso sinistra fin sotto piccoli strapiombi  S2, 30m

Andare quindi verso destra per superare la placca a tacche  S3, 25m.

Discesa: raggiungere in breve la Bocchetta dei Venti, da cui si scende a destra superando un tratto con catena detto "Saltino del Gatto" (tratto non banale; pericoloso in primavera ed autunno per la possibile presenza di vetrato).

Da qui seguendo la traccia ghiaiosa si torna alla Bocchetta dei Prati.

Volendo concludere la giornata in bellezza, dalla Bocchetta dei Venti si può salire alla vetta della Grignetta in circa 20/30 min lungo l'ultimo tratto della Cresta Sinigaglia (n°1).

ATTENZIONE:

Qualora la via Normale al Primo Magnaghi fosse particolarmente affollata, conviene evitare la discesa a doppie che porta alla

VIA BUTTA e VIA GANDIN, per passare direttamente sul Secondo Magnaghi.

Dalla sosta nel canalino si spacca sul Secondo Magnaghi e si supera una placca molto unta, portandosi progressivamente a destra. Poi più facilmente in vetta (possibile sosta intermedia).

È questo il famoso TRAVERSINO.

Dalla vetta seguire quindi la descrizione per raggiungere la Forcella del G.L.A.S.G.

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