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Torrione Magnaghi Meridionale Via Falc

 

Torrione Magnaghi Meridionale

Spigolo FALC (Mauri/Brera)

I Torrioni Magnaghi sono il gruppo roccioso più importante della Grignetta. Il Torrione Meridionale è il più basso dei tre, ma è quello alpinisticamente più importante, visto la quantità e la qualità delle vie presenti, specie sulla vertiginosa parete ovest. Lo spigolo Falc si trova invece sulla parete est, esposizione che favorisce le salite mattutine. Via una volta poco frequentata, ha visto aumentare notevolmente il numero di salite dopo la riattrezzatura a fix. Il panorama spazia dal Pizzo dei Tre Signori sino alle lontane montagne del gruppo Masino-Disgrazia, mentre sul sottostante sentiero della cresta Sinigaglia sono gli escursionisti di passaggio a fermarsi per scrutare le evoluzioni dei climber. La roccia è decisamente buona, solo con qualche ciuffo d'erba nell'ultimo tiro che non disturba però la progressione.

Difficoltà: D- (tratti di IV e V, un punto di V+)
Sviluppo: 4 lunghezze, 120 m
Esposizione: ENE
Chiodatura: buona; fix
Materiale: 6 rinvii, 1 corda

AvvicinamentoDal Pian dei Resinelli, per la cresta Cermenati e con il raccordo per i Torrioni Magnaghi, si raggiunge il canalone Porta (è anche possibile, ma più faticoso, risalire il tratto inferiore del canalone stesso fino a questo punto). Dopo averlo attraversato, si raggiunge in breve la bocchetta dei Prati, da dove si passa sull'altro versante seguendo un ripido sentierino che costeggia le pareti del versante est sino al nuovo attacco, sulla traccia che verso sinistra porta all'attacco dello spigolo Dorn nei pressi di un evidente spigolo (fix visibili). E' anche possibile raggiungerlo per il sentiero della cresta Sinigaglia: una volta giunti in vista delle pareti dei Magnaghi, si traversa verso di esse avendo come riferimento l'evidente piazzola dell'elicottero poco sopra la bocchetta dei Prati, e raggiungendo la traccia detritica che costeggia le pareti (avvicinamento vantaggioso in primavera quando il raccordo per i Magnaghi può essere pericoloso per la neve).

Lo sperone della L1, dall'attacco

L1Il punto di attacco è in corrispondenza di uno sperone secondario, con esposizione meridionale, che si stacca dalla propaggine principale dello Spigolo FALC. La nuova riattrezzatura (e radicale ritracciatura della via) prevede di salire leggermente a destra dello spigolo, su roccia splendidamente lavorata (III+, fix). Per facili placchette ci si innalza in verticale fino a raggiungere uno strapiombino, da superare direttamente o da contornare di poco sulla destra (IV, fix; il solo passaggio minimamente atletico del tiro). Si prosegue poi in verticale, sempre presso lo spigolo e sempre su roccia ottima (IV, fix). La pendenza del tiro si abbatte drasticamente in corrispondenza di una sellatta, culmine dello sperone roccioso appena salito; ci si trova la comodissima sosta, al margine di un ampia terrazza erbosa. [25 m]

Placchetta e strapiombo "chiave" della L2

L2La prima cosa da fare dalla sosta è evitare di sbagliare l’attacco del tiro successivo: da qui è immediatamente visibile una linea di salita sull’assolata parete sudorientale dello spigolo, attrezzata a chiodi e spit; assolutamente da evitare. Ci si porta invece all'estremità opposta della terrazza e si doppia lo spigolo, per risalire poi per pochi metri sulle facili rocce gradinate di un ampio canalone. Questo è il punto che prima della riattrezzatura della via si sarebbe raggiunto direttamente dalla parte opposta, con un facile traverso dall’attacco della via normale. Superate le roccette della base del canale si arriva all’altezza di un primo fix, visibile sulla liscia placchetta dello spigolo, a sinistra. La linea di salita indicata da questo e dal successivo fix è decisamente complicata e si sviluppa lungo una placca liscia, ben più tecnica di quanto la gradazione della via lasci intendere (è una caratteristica di diversi dei tratti riattrezzati di recente in Grignetta: non è raro trovare vie classiche ritracciate - a volte con l’eliminazione dei chiodi originali - con l’aggiunta di fix lungo linee più difficili del grado nominale della via). Invece di seguire direttamente i fix lungo la placca è vantaggioso seguire la profonda spaccatura che la delimita sulla destra, lungo rocce decisamente meno impegnative; si rimane a un paio di metri dal fix, comunque moschettonabile all’inizio del tratto. Si risale il primo tratto della spaccatura, quindi il limite destro della parete, per rocce compatte e piccole tacche (IV+). Raggiunta l’altezza del secondo fix si traversa decisamente a sinistra fino al moschettonaggio, quindi si prosegue prima in diagonale, sempre a sinistra, e infine in verticale, nei pressi dello spigolo, in direzione di un terzo fix, posto sotto un evidente strapiombo. E’ il passaggio chiave della via (V+), decisamente faticoso; il passaggio più semplice prevede di aggirarne la lama sulla sinistra. Qui ci si innalza sfruttando una buona presa rovescia a destra sotto lo strapiombo: permette di alzarsi fino ad arrivare a degli appigli a sinistra sopra il blocco roccioso ed al fix posto un metro più sopra. Da qui si prosegue su parete verticale (IV, fix) fino alla sosta su una cengetta. [25 m]

Parte abbattuta dello spigolo (L3), dalla 2a sosta

L3Si prosegue lungo lo spigolo stando leggermente a destra del filo per rocce articolate piuttosto verticali (III+, fix). Giunti ad un leggero strapiombo si rientra a sinistra sul filo (III) e si sosta poco sopra su un ampia cengia erbosa prima di un breve salto verticale. [40 m] L4Ora lo spigolo si presenta meno definito e più arrotondato; lo si supera direttamente inizialmente per un tratto verticale (III; niente fix), poi per rocce meno ripide con un po' d'erba (II). Durante la salita fare attenzione al passaggio della corda: la pendenza modesta dello spigolo e la presenza dei numerosi spuntoni può causare grandi problemi di scorrimento. Verso la fine della lunghezza di corda ricordarsi di evitare di spostarsi troppo a destra verso un diedro. Senza mai incontrare difficoltà rilevanti si raggiunge la sosta poco sotto la cresta sommitale. [45 m] DiscesaSeguendo la cresta (punti di II) si raggiunge la vetta del Torrione Magnaghi Meridionale, dove si scende per delle cengie ghiaiose entrando in un caminetto che conduce all'ultima sosta della via Normale. Da qui è possibile calarsi in doppia (3 da 40 metri) sino alla base della parete est da dove, in breve, si raggiunge l'attacco. Oppure, raggiunto l'intaglio tra Magnaghi Meridionale e Centrale, si spacca su quest'ultimo risalendo dapprima una paretina e traversando quindi a destra (IV+, chiodi) per salire infine ad una sosta su fix (15 metri di tiro, è il famoso "Traversino"). Raggiunta in breve la vetta del Magnaghi Centrale (passaggi di II), si scende per il versante opposto per una crestina (II) quindi, da un intaglio, per un canalino (II+) che conduce ad una cengia attrezzata con un cavetto metallico, lungo la quale si giunge alla forcella del GLASG. Ora è necessario scendere (attenzione all'eventuale neve residua in primavera) verso destra un ripido pendio detritico con tratti su roccette, superando un saltino più ripido lungo un caminetto (II+). Più a valle, traversati alcuni canalini ghiaiosi, si raggiunge la traccia che conduce in pochi minuti all'attacco.

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